GLI ABBINAMENTI.....

GLI ABBINAMENTI.....
OSU!

MIRKO CHIARI KG 60 vs GIUSEPPE MANDAGLIO KG 68
(ten ryu- kakuto dojo milano) (piccolo drago nak muay team )
makotokai como


FRANCESCO SOZZI KG 67,500 vs CHRISTIAN DI FRANCO KG] 68
(ten ryu- no time 4 katà Piombino) (piccolo drago nak muay team)
kung fu como


MATTIA BRUNETTI KG 80 vs MATTIA FARAONI KG 79
(tenryu- kukuto dojo milano) (shinseikai roma)


DANIELE PIAZZOLI KG80 vs ANDREA MARCANTONIO KG75
(piccolo drago nak muay team) (kyokushinkan milano)
kung fu como


MASSIMO CINACCHI KG 80 vs (il vincitore di Brunetti vs Faraoni)
(piccolo drago nakmuay team)
kung fu como

Questi sono gli abbinamenti per quanto riguarda il kakuto karate, per la muay thai verranno pubblicati in seguito, mi preme precisare che seppur tra mille difficoltà e molto ostruzionismo, il progetto è andato avanti, ringrazio Gianluca per la sua immensa pazienza e volontà, senza di lui non avrei portato avanti il progetto..
ringrazio i Maestri Torlizzi e Calà per aver accettato questo invito... saluto chi pur non partecipando ha apprezzato l'iniziativa e solo per impegni presi in precedenza non è potuto essere della partita, tra questi il Maestro Bolaffio del Makotokai e il Maestro Raimondi dei kyokushinkai dojo Kanamura.
nella serata verrà premiato anche il "miglior atleta" e il "samurai spirit" come succede nei migliori tornei.
Come dicevo a Gianluca questa mattina , è una edizione "pilota" se andrà bene ce ne saranno altre, e in altre parti d'Italia, molti ci hanno richiesto di organizzare.. e ora possiamo dichiararlo...
spero che sia una buona competizione, con agonismo, rispetto, e vero spirito marziale.. non quello che si legge sualla rete negli ultimi tempi.
Fedeli allo spirito di Sosai Oyama che per primo cercò di organizzare un torneo con praticanti di vari stili e discipline, anche noi nel nostro piccolo abbiamo "seguito" la sua strada, che mi preme ricordare è di TUTTI!! si di tutti quelli che si riconoscono nello spirito dell'OSU, quello fatto di perseveranza ,sudore, rispetto e disciplina.. non fine a se stessa.
Come andrà? difficile dirlo, certo è che avrei pensato molta più partecipazione, da chi da anni pratica lo stile più diffuso di jissen karate, il kyokushin... ma si vede che l'Italia non è ancora pronta.
Magari alla prosima edizione ci saranno più atleti.. e con il passare degli anni potrebbe diventare una "classica" come altri tornei in giro per l'europa.. di sicuro è servita a"smuovere" un ambiente molto chiuso.
Un saluto a tutti i partecipanti , ci vediamo sabato 21 novembre per il 1°KAKUTO OPEN 2009

OSU!!

Sensei Meloni Bruno
KAKUTO DOJO YAMABUSHI
ten ryu kai Karate& Kick boxing

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# Posté le vendredi 13 novembre 2009 11:45

Modifié le samedi 14 novembre 2009 13:48

OSU!!

OSU!!
A cura di Valeria Imbrogno, pugile e psicologa.


"Dottore, una parte di me mi dice che io sto male e che non posso continuare così e che quando vengo qui da lei debbo raccontarle le cose che penso, ma un'altra parte di me, mi dice che io non conosco quelli che stanno male veramente".

In seduta il paziente comunicava spesso i suoi pensieri che riguardavano solo propositi di andare via, di liberarsi di quella situazione assurda dell'analisi. Finché una volta, l'analista si sentì toccato da una piccola richiesta che il paziente non si era mai lasciato sfuggire prima: "Mi stavo chiedendo perché mai una persona continui a venire in un posto da cui poi vorrebbe scappar via. E' assurdo. Mi aiuti per favore".

Il pugilato è così: è tutto all'incontrario, si fa tutto all'incontrario. Nessuna persona andrebbe incontro ad un pericolo, mentre il pugile va sempre verso i colpi dell'avversario, verso cio' che teme, ovvero verso la propria paura.

Essa appare come una questione tipicamente umana: struttura la rappresentazione che il soggetto produce di sé e, di conseguenza, del mondo che lo circonda e dei meccanismi con cui si autogestisce di fronte ad essa. E' un'emozione governata dall'istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza dell'individuo e si scatena ogni qualvolta si presenti un possibile rischio per la propria incolumità.

Il pugilato (come la seduta di psicoterapia del nostro paziente precedente), spesso puo' aiutare a gestire e controllare tutte quelle principali reazioni istintive alla paura che possono essere: difficoltà di concentrazione, fuga, protezione istintiva del proprio corpo, ricerca di aiuto ( nel caso del pugilato un autoaiuto tramite un incremento della percezione della propria forza fisica).

La paura è talvolta causa anche di alcuni fenomeni di modifica comportamentale permanenti, identificati come sindromi ansiose: ciò accade quando la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, bensì dal timore che si possano verificare situazioni, apparentemente normalissime, ma che sono vissute dal soggetto con profondo disagio. In questo senso, la paura diventa l'espressione di uno stato mentale. Ecco perchè molti pugili, con sindromi ansiose, riescono ad affrontare i propri stati mentali sul ring, luogo in cui si sentono capaci di affrontare la paura con la propria forza fisica.

Infatti essa va situata tra i meccanismi di difesa dell'individuo: rappresenta uno stimolo per attivare reazioni che servono a difenderlo dai pericoli dell'ambiente. Un cerbiatto che non avesse paura di un leone non riuscirebbe a scappare e verrebbe eliminato.

Esiste dunque una paura esistenziale, che va mantenuta e non certo curata e una paura clinica, che acquista una dimensione negativa che, invece di proteggere, rende immobili e succubi. In questo caso, per poterci adattare c'è bisogno di riattivare il nostro organismo, utilizzando al massimo le nostre possibilità. Per affrontarla e sconfiggerla, si cercherà percio'una riattivazione sul piano fisico, come se si dovesse affrontare una lotta (il ring), e anche sul piano psicologico per poter tirar fuori tutto ciò che di meglio la propria personalità può dare.
Il pugilato puo' essere interpretato e visto proprio come metafora di riattivazione fisica e psichica di fronte ai pericoli: spesso infatti, psicologicamente il desiderio inconscio maggiore è quello di venir via da “quel ring”. Eppure mai si rinuncia a lottare, ad affrontare la paura. Chiunque abbia praticato questo sport e sostiene che la paura, con il tempo e l'esperienza, scompare, mente. Non va mai via quella sensazione: non va via almeno fino a quando non arriva il primo pugno, quello che ti sveglia e ti riporta alle grida del tuo maestro (o dello psicoterapeuta). E colpisci, prendi e colpisci, finchè il timore non si fa più sentire.

Non è a vincere che si pensa, ma a colpire in maniera definitiva e desiderare con tutto te stesso che il tuo avversario non si rialzi, affinchè tutto finisca. Poi finisce ed è impensabile, non ci si crede, ma finisce. E' allora che, per la prima volta, si vede chi si ha di fronte: perchè ora, quando tutto è finito, ci si ritrova dall'altra parte.

Il tuo avversario è esattamente come te, uno che ha vissuto le tue stesse sensazioni nello stesso istante in cui le hai vissute tu: ha affrontato le tue stesse paure e per questo non riesci a volergli male. E' impensabile, ma gli vuoi bene perchè era lì con te a sconfiggere la paura.

Quando si sale sul ring dunque è la vita che combatte, i colpi che si ricevono sono la forza che fa andare avanti, l'avversario è il proprio cammino, che si vinca o si perda quello che resta è un passo in più per conoscersi. In fondo affrontare la paura sul ring rende tutto più semplice: si suda, si corre, si salta, si mettono i guantoni e se ce la si fa, si è uomini vincenti. L'oscuro fascino della metafora del pugilato ha a che fare tanto con la paura e con il coraggio di affrontarla, quanto con la vittoria su di essa.

Non a caso lo chiamano la noble art. La quotidianità infatti è determinata da vittorie, sconfitte e rivincite. Bisognerebbe diffidare da chi si descrive libero dalle proprie paure: è solo chi le teme che ha il coraggio di inseguirle. E comunque sia, il momento piu' bello su quel ring che è la vita, è l'abbraccio finale tra te stesso e la paura, perchè vuol dire che ce l'hai fatta!

P.S.ringrazio personalmente la dottoressa imbrogno valeria x scrivere cio che non so dire
e mi permettere di essere suo compagno d allenamento e sparring patner.OSU!sempai mirko.

# Posté le mardi 10 novembre 2009 07:23

Modifié le mardi 10 novembre 2009 09:14

l ennesina prova

l ennesina prova
osu!sono sempai mirko.prima della gara del 21 di kakuto karate mi cimenterò x la prima volta in una 21km competitiva,la storica e bella"MILANO-PAVIA"a dir la verità la gara storica è di33km e poi quest anno ce anche la 42km..."di rispetto!"ho sempre fatto delle10km x tenermi un po in forma e non fare il solito giro del palazzo30 volte x poter correre un ora!adesso faccio questo test e vedo come va anche se non ho 21km nelle gambe....ma kakuto dojo C E' E NON MOLLA!!la gara sarà corsa all iniziocon un ritmo di castagnata almeno fino al 10km e poi inizierò a trarre le mie valutazioni.non ho intenzione gia da ora di pensare al ritiro,non almeno fino al15km dove ormai è tardi x ritirarsi.come dice il mitico aldo rock di radio dj:"tutti possono correre 6km"e cosi farò.in qualche modo bisogna pure fregare la mente!!!!!consiglio a tutti e soprattutto ai combattenti e intensi praticanti di fare almeno una volta al mese una 10km.è molto bella,non dura molto e si è in compagnia con altre persone e basta trovare una buona "lepre"x farsi tirare senza fatica al traguardo con un tempo onesto di 6min/km,ovvero concludere in un ora.e poi è sempre una competizione,prima con noi stessi e poi con gli altri concorrenti.fidatevi che sarà dura ritirarsi al6/7km quando al vostro fianco,senza troppi spasmi cardiaci,c è un 60enne che sta correndo a 5al km!!!!!!!!poi vi farò sapere se l ho finita e il tempo.

OSU!
sempai mirko

# Posté le mardi 10 novembre 2009 06:46

Modifié le mardi 10 novembre 2009 07:10

Quattro chiacchere con Shikano Kancho..

Quattro chiacchere con Shikano Kancho..
Approfitto della presenza di Kancho per fargli alcune domande, ovviamente, quello che pubblico è solo una parte della lunga chiaccherata fatta in due giorni, sul karate full contact, sulle scuole emergenti in giappone, e sulle varie leggende che circolano quì da noi... e sulla loro reale esistenza...

M: Kancho ci racconti delle sue esperienze marziali, come ha iniziato e con quale stile?

K: Ho iniziato da bambino, all'età di dieci anni con il karate, stile shito ryu, ottenendo alcuni risultati come il campionato della regione di Kensai, lo shito ryu era molto praticato e per un bambino era un ottimo inizio


M: Come ha scoperto il karate full contact ?

K: All'età di 15 anni ho iniziato la pratica del kyokushinkai karate, avevo bisogno di uno stile duro e realistico, a 18 anni sono entrato come uchi-dechi nel dojo di MAKOTO NAKAMURA, 2 volte campione del mondo, grazie a lui mi sono preparato e ho vinto alcune competizioni per quello stile
(Makoto Nakamura vorrei ricordare che pesava 140 kg!! )

M: ha continuato con il kyokushin?

K: No a 24 anni ho iniziato la mia carriera professionistica nella kick boxing (japan style) e in Shoot Boxing e in free style, inoltre ho effettuato anche 3 match di pugilato professionistico.

M: quando ha "incontrato" lo shidokan karate?

K:dopo questa esperienza di combattente professionista ho voluto ritornare alle radici, e lo stile che più mi si addiceva era lo shidokan di Kancho Soeno, così sono diventato suo allievo, e di Sensei Matsuo Eiji, nel frattempo continuavo a combattere in eventi di "Ichu Kakuto GI match" un torneo free figthing molto simile alle moderne mma. per due volte ho vinto all japan shidokan open, nell'87 e nell88, Soeno Kancho mi nomino responsabile europeo per il suo stile , e molte volte sono venuto in Italia per dirigere seminari, per questo parlo un pò di Italiano...(ride)

M: e la nascita del TEN RYU ?

K: semplice, uscito dallo Shidokan, su consiglio di Sosai Chodoin ho aperto la mia scuola, facendo riferimento alle mie esperienze e all'esperienze di Sosai Chodoin ( che ricordo essere un grande esperto e conosciuto maestro ) ho centri in giappone, siberia, Francia e Italia, gestiti da te....(ride)

M: quindi un karate da combattimento, con tecniche tradizionali, e approccio "moderno" e aperto

K: si esattamente, in Francia Shihan Lionel Bricnet, ha un ottima scuola, con validi allievi e promuove sempre ottimi stage sia di karate che di bjj o kick boxing...

M: in giappone quali sono le persone con cui collabora, o che comunque sente vicine?

K : Sugihara Kancho del Byakuren kai, Kanazawa Kancho dello Shotokan, Ishii Del Seido, Higaonna del Goju e molti altri personaggi del panorama marziale nipponico.....


Poi il discorso è passato all'attuale situazione giapponese, marzialmente parlando, quali organizazzioni sono ora le più in "espansione", la situazione italiana, il livello dei praticanti, i media e le arti marziali.. ecc ecc.. ma queste sono cose che racconterò di persona.. non su un blog.......
Meloni Bruno Sensei
TEN RYU KAI karate & Kick Boxing

# Posté le samedi 07 novembre 2009 06:37

Modifié le samedi 07 novembre 2009 07:49